Digitalizzazione 2016/2017 PMI

Rilascio BSSCarrier
28 dicembre 2016
Alimentare on-line
9 marzo 2017
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Il Ministero dell’Economia e Finanza, con apposito decreto, ha previsto la possibilità per le PMI di accedere ad un fondo, pari a circa 100milioni euro, al fine di favorire l'efficienza aziendale dal punto di vista digitale e tecnologico.

Il contributo economico a fondo perduto viene previsto, sotto forma di voucher, per un importo pari al 50% del valore del progetto di digitalizzazione con un massimale non superiore a €10.000,00.

Tale contributo a fondo perduto è utilizzabile per aumentare o per adottare interventi di digitalizzazione dei processi aziendali e di ammodernamento tecnologico a favore delle imprese localizzate nelle 8 Regioni del Mezzogiorno, per cui Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

I progetti di digitalizzazione devono essere finalizzati all’acquisto di software, hardware o servizi che consentano alle micro, piccole e medie imprese di:

  • migliorare l'efficienza aziendale.
  • modernizzare l'organizzazione del lavoro con strumenti tecnologici, tali da consentire la messa in funzione di nuove forme di contratti e lavoro
  • aumentare la produttività con e-commerce.
  • garantire l'accesso al web con la banda larga e ultralarga.
  • accesso alla rete internet attraverso il sistema satellitare, con l'acquisto e l'attivazione di decoder e parabole
  • per la formazione del personale PMI nel campo delle telecomunicazioni ITC.

    Attenzione: I servizi sopra elencati, devono essere acquistati e adottati, solo dopo il riconoscimento e concessione del voucher.

    La domanda per ottenere il voucher, potrà essere presentata per via telematica, presumibilmente da gennaio 2017. Requisiti delle PMI

    Le imprese e le aziende che possono fare domanda sono:

  • Micro, piccola o media impresa (MPMI) indipendentemente dalla loro forma giuridica, nonché dal regime contabile adottato.
  • Non essere imprese la cui attività sia riconducibile a settori di produzione primaria di prodotti agricoli, della pesca e dell’acquacoltura.
  • Avere sede legale e/o unità locale attiva in Italia (per ora solo nelle 8 regioni del Mezzogiorno) ed essere iscritte al Registro delle imprese.
  • Non essere sottoposte a procedura concorsuale, fallimento, liquidazione anche volontaria, di amministrazione controllata, ecc.
  • Non essere beneficiarie di altri contributi statali per l'acquisto e servizi concessi dal voucher.
  • Non essere soggette ad un ordine di recupero dichiarato dalla Commissione Europea per aiuti illegali.
  • PEC valida e funzionante
  • Firma digitale del rappresentante o del delegato.
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